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cronache di un micio seriale

Parola di Micio

Utente: kusanagi
Non c'è impegno urgente che non possa aspettare dopo un bel pisolino

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Mi casa, su casa

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lunedì, 31 marzo 2008
Mr. Tamburino

E' inevitabile, e' nella natura delle cose.
Ogni tanto il tuo mondo subisce un piccolo terremoto, le tue certezze acquisite si scrollano un po', o tanto, a seconda della fortuna.
Che poi non sai mai quale sia, la fortuna o la sfortuna, perche' lo scopri solo dopo.
Magari ti senti sfortunato perche' ti sei rotto un gamba, e se facevi quattro passi in piu' ti investiva un camion.
Ho imparato che nella vita spesso non e' tanto che gestiamo noi il nostro futuro, nessuno e' padrone del caso, nessuno si scrive il proprio destino, pero' possiamo imparare a gestirlo, e a riconoscerne i segni.
E fare quel che ci sentiamo nel momento in cui ce lo sentiamo.
Quando il cuore vi chiama, seguitelo, anche se le sue vie sono ripide e scoscese, diceva la Tamaro.
E non e' un discorso che valga solo per l'amore, ma un po' per tutto secondo me, nella nostra effimera esistenza se c'e' una certezza e' quello che proviamo, se impariamo ad ascoltarci senza paura di quel che potremo sentire.
Possiamo volgere sconfitte in vittorie, cosi; come vittorie in sconfitte, cio' che conta e' l'atteggiamento mentale.
La vita e' uno stato mentale, dice sul punto di morire il magnate di Oltre il giardino, e non c'e' nulla di piu' vero.
Per affrontare le sfide che la vita ci propone, occorre disposizione d'animo, e piu' resistenza opponiamo al cambiamento, piu' e' la fatica doppia a cui ci sottoponiamo.
Lo so, non e' facile, lo so, non e' la ricetta per tutti i mali del mondo o delle persone, pero' puo' essere un modo per considerare meglio cio' che ci si prospetta davanti.
E poi ci sono i punti fermi, o le coperte di linus, come le chiama qualcuno.
Guai a non averle, non potremmo vivere senza.
E guai a non separsene, di tanto in tanto, per provare che all'occorrenza si puo' anche saltare senza rete, che si puo' sfidare noi stessi, o almeno provarci.
Perche' se di tanto in tanto non ci mettiamo alla prova, se percorriamo sempre il sentiero sicuro che conosciamo, qualcosa in noi finisce per morire.
E una volta morto, e' perduto per sempre.

E a proposito di certezze, venerdi' 4 aprile esce
Juno, di cui ieri sera ho visto 5 minuti 5 in anteprima su Cult , canale che si fa sempre piu' interessante con la sua riproposizione integrale dei Soprano e di Six Feet Under, serie di cui a breve trasmettera' la quarta stagione inedita.
Per non parlare poi di Mad Men, la nuova promettente serie della AMC, che parla del mondo spietato dei pubblicitari anni '50 a New York, a cui presto dedichero' un post.

E il countdown e' gia' cominciato ...

La mia pancia e' un veicolo di santita',
la tua e' piena solo di cibo messicano !

Postato da: kusanagi a 17:18 | link | commenti (10) |
momenti di lucidita, due cuori in affitto

venerdì, 28 marzo 2008
il Mostro

Ripiombare d'improvviso dalla tecnologia digitale a quella analogica e' stato un po' uno choc, ma era necessario, visto che il mio fidato DVD recorder cominciava a dare qualche segno di cedimento.
Ora e' in riparazione, prognosi di una quindicina di giorni, ha detto l'addetta alla ricezione della merce, mentre da tecnico riuscivo a percepire la presenza nascosta dei miei colleghi, barricati dietro ad un muro di apparecchi in riparazione.
L'ho guardata e le ho detto " lei sta scherzando, io senza quello per quindici giorni rischio una crisi di nervi" e allora ci siamo accordati su una eventuale  riconsegna temporanea, nel caso ci sia da attendere un pezzo da sostituire, presumo e spero solo l'alimentatore.
Comunque il videoregistratore ora e' li', salito di un gradino nela scala gerarchica, e godra' di un ritorno di popolarita' improvvisa in questi (spero pochi) giorni di interregno, in cui mi tocchera' utilizzare un mezzo antiquato e ad accesso sequenziale,  ma pur sempre valido ed affidabile, come le VHS, di cui per fortuna ho ancora una scorta enorme.
Dico per fortuna visti i prezzi terrificanti di una VHS oggigiorno, 5 euro ho pagato l'ultima,  acquistata in un momento di pura  follia consumistica, visto e considerato che coi canali giusti un DVD vuoto e riscrivibile costa appena 80 centesimi.
Poco male, visto che in questo periodo ci sono piu' che altro serie usa e getta,  a parte Californication ovviamente, per cui allertero' prontamente qualche fedele amico.
Comunque gli effetti dell'assenza del "Mostro", come lo chiamiamo affettuosamene Ashura ed io, non hanno tardato a farsi sentire, e ieri sera ci siamo visti in diretta sia Criminal Minds che il secondo episodio dell'ottava stagione di CSI, giusto per non far la fatica di registrarli e guardarceli da cassetta.
A volte non tutti i mali vengono per nuocere.
E non ci sono piu' le mezze stagioni.
E si stava meglio quando si stava peggio.
E ...

Postato da: kusanagi a 16:05 | link | commenti (7) |
mondo pc, due cuori in affitto

giovedì, 27 marzo 2008
Redacted

In guerra la prima vittima e' la verita'
Eschilo

L'America non verra' distrutta dall'esterno.
Se falliremo, e perderemo le nostre liberta',
sara' perche' ci distruggeremo da soli.

Abramo Lincoln

Ho sempre trovato incredibilmente  affascinante il mistero, il dubbio, l'incertezza, tutto cio' che lascia spazio all'immaginazione di viaggiare libera e senza costrizione alcuna.
Solo nel dubbio c'e' la vera liberta',  secondo me.
Forse e' proprio per quello che amo il vangelo apocrifo di Jesus Christ Superstar, il vangelo secondo Giuda, che finisce cosi', niente resurrezione, niente Ted Neeley (l'attore che interpreta Cristo) che risale sull'autobus che riporta la compagnia della croce a casa, quella croce stagliata nel sole che tramonta, e il silenzio sui titoli di coda, che scorrono lentamente come una processione. Uomo o dio, sta solo alla coscienza dello spettatore deciderlo, sempre che  ne abbia voglia, che non voglia tenersi il dubbio.

Un'assordante silenzio come quello m'e capitato di sentirlo anche alla fine di Redacted di Brian De Palma, in cui silenziosi titoli di coda scorrono alla fine di Collateral Damages,  ultimo terribile atto della pellicola in cui,  senza alcun pudore o pieta',  ci vengono mostrate immagini vere o verosimili dello scempio dei corpi delle vittime civili irachene, contrappuntate dalla straziante aria E lucean le stelle,  lasciando noi spettatori a meditare sui nostri peccati, soli con l'orrore, la rabbia e il senso d'impotenza.
Una rassegna di immagini raccapriccianti e crudeli, curiosamente analoga  proprio a quella che scorreva  sul brano Gethsemane nella rappresentazione teatrale di J.C.S che vidi qualche anno fa a teatro, in cui con un colpo di regia geniale al  "watch me die" di Cristo venivano associate, invece delle immagini sacre che ci sono nel film di Jewison, immagini di sofferenza, di guerra, di fame e di tortura  tratte dall'attualita' piu' recente.

Il film di De Palma e' il racconto della guerra in Iraq per come nessuno ce la racconta, ma per come tutti ce la immaginiamo. almeno quelli che coltivano il dubbio, e non pensano sempre di esser dalla parte giusta per diritto di nascita.

Ma nessuno mostrera' al cinema Redacted, perche' non si sa come pubblicizzarlo, non si sa come proporlo al pubblico, vista l'assenza di attori o di trama o di presentabilita' su grande schermo, come dice giustamente un lettore di Film Tv in una lettera sullo scandalo del passaggio diretto nella Pay per view di Sky di un'opera che sicuramente meritava di transitare nel buio di una sala.

Dico giustamente perche' e' tristemente e profondamente vero: ora come ora un film sperimentale,  provocatorio, inconciliato e inconciliabile e politicamente scorretto come Redacted non sa e non puo' trovare una distribuzione qui in Italia, per svariati motivi, sia la mancanza di coraggio sia perche' sarebbe sicuramente un suicidio economico.
Perche' e' altrettanto sicuro che lo sforzo pubblicitario per reclamizzare la pellicola in questione non verrebbe ricompensato, visto che De Palma per il  pubblico non e' ne' Kubrick ne' Coppola, e la guerra in Iraq non e' quella nel Vietnam, su cui si poteva tranquillamente ragionare come un'errore del passato, mentre la guerra in corso brucia sulle coscienze assopite o sedate di tutti noi.
E poi perche' tutti i film che ne parlano, direttamente o indirettamente,  sono stati accolti molto freddamente dal grande pubblico, da Nella valle di Elah a Rendition, da The Kingdom a La guerra di Charlie Wilson a Leoni per agnelli, titolo quest'ultimo estremamente sottovalutato e che secondo me resta comunque il migliore sull'argomento,
perche' e' l'unico  che non si limita a una riflessione o una denuncia, ma che e' invece propositivo per il futuro.

In Redacted invece la denuncia e' forte e senza compromessi, e  finalmente ci sono anche soldati cattivi e violenti,  proprio c'erano in Platoon, Apocalipse now e Full Metal Jacket, e la loro cattiveria non e' affatto gratuita, ma funzionale per smontare quella retorica del "buon soldato" tanto diffusa oggi nei media, un'immagine che tende ad incolpare solo i governi, quasi a sottrarre dalle loro responsabilita' civili sia i cittadini che i militari, con una politica non dissimile a quella che incolpava solo i gerachi nazisti delle atrocita' commesse nei lager.

Quei "bravi ragazzi" che sono andati in Iraq "per portare la democrazia", o in "missione di pace", e che anche il Redford di Leoni per Agnelli ha il coraggio di rappresentare come persone da un  lato certamente vittime di un sistema che li sfrutta, come capita anche qui all'ispanico costretto a arruolarsi per potersi pagare gli studi , ma dall'altro colpevoli di non porsi domande per cercare di comprendere la vera realta' dei fatti al di la' di quella che  vien loro proposta appunto
redacted ,  rivista e corretta con intento censorio, dai media imbavagliati dai governi occidentali in genere, e statunitensi in particolare.

Personalmente,  piu' che la sequenza notturna dello stupro, se vogliamo scontata,  ho trovato particolarmente impressionante invece il lungo piano sequenza ( non a caso e' De Palma...) sul posto di blocco statunitense, un momento di insostenibile tensione, cupo e terribile nella sua sospensione temporale, nella sua apparente vacuita'e nella sua profonda sensazione di inutilita'.
Terribile soprattutto per noi italiani, ripensando in particolate alla morte iniqua e senza colpevoli di Nicola Calipari, che si unisce idealmente alle decine, centinaia o migliaia di vittime irachene "non accreditate", per cui nessuno istituira' una Norimberga, ma neppure un qualsiasi processo.

Redacted in realta' non e' neppure un vero e prorpio film, e' un finto documentario, un patchwork composito di immagini, vero come la finzione, e falso come le verita' pubbliche, perche' cio' che interessa all'autore non e' stabilire la verita', ma solo mettere a nudo la menzogna ufficiale, quella raccontata dai cosiddetti giornalisti
embedded, ovvero quellli che si muovono solo ed esclusivamente al seguito delle truppe, senza la liberta' di raccontare il conflitto da altri punti di vista che non quello ufficiale, per cui la verita' si frammenta tra i blog e youtube, esattamente come nella pellicola di De Palma.

Quella che ci informa prontamente sulle 4000 vittime della coalizione degli alleati, ma che non ci sa dire con certezza il numero delle vittime civili irachene dall'inizio del conflitto, assolutamente indefinito, visto che oscilla tra gli 85.000 del sito Iraq Body Count, e quella impressionante di 1.193.619  riportata dal sito Just Foreign Policy, calcolata in base allo studio della rivista inglese Lancet pubblicato dopo un'anno di combattimenti, dato credibile visto che nell'ottobre del 2006 Washington Post e New York Times accreditavano  600mila morti e visto che la stima della Mezzaluna Rossa che opera nella zona dall'inizio del conflitto conferma all'incirca il milione di vittime civili.

In sintesi, senza esser il capolavoro che qualcuno ha annunciato, Redacted e' un "non film", che nessuno vuol vedere e che nessuno vedra'.
Con buona pace della verita' dei fatti, che oggi come oggi assomiglia sempre di piu' ad una chimera.

Postato da: kusanagi a 11:34 | link | commenti (7) |
vissuti da me, mondo parallelo, leparoledeglialtri

domenica, 23 marzo 2008
Hey J.C. J.C.

Postato da: kusanagi a 18:29 | link | commenti (7) |
parole di cinema, parole e musica

venerdì, 21 marzo 2008
It Could Be Bunnies ...



BUONA PASQUA A TUTTI !!!

Postato da: kusanagi a 11:38 | link | commenti (4) |
mondo seriale, mondo whedon

giovedì, 20 marzo 2008
In Bianco e Nero

Nonna, come fai  ad avere i seni cosi' sodi alla tua eta' ?
Li immergo tutte le sere per mezz'ora nell'acqua gelata.


Ho visto Leoni per Agnelli
Ho visto La guerra di Charlie Wilson,
Ho visto Non e' un paese per vecchi,
Ho visto  Sweeney Todd,
Ho visto Redacted,
Ho visto Onora il Padre e la Madre,
Ho visto Persepolis,

In soli due mesi,  film per riempire  un'intera stagione, forse anche una vita ...
Adesso voglio riposare, e sognare che il cinema sia sempre cosi' ....  magico, impegnato, terribile, poetico, denso, intenso, divertente, angosciante, importante, proibito, inconciliabile, estremo, provocatorio, sognante, satirico, graffiante, cinico, sardonico, morale, politico, umano, allegro, cupo, bianco, nero, rosso e color ciclamino.
Profumato come  i seni di una nonna da favola che insegna la lotta e la vita, fresco come il sorriso di una bambina senza patria, di un'adulta con un sogno di liberta', e uno sguardo perso in un orizzonte lontano,e irraggiungibile.
Un luogo perduto chiamato casa.

Da dove vieni ?
Dall'Iran ...

Postato da: kusanagi a 18:03 | link | commenti (5) |
parole di cinema, vissuti da me, leparoledeglialtri

lunedì, 17 marzo 2008
the Nature of Numbers


Tenspace - Wow
by axepourhomme

This is really something, simply and moving at the same time
I've found it in the blog of  MaryAnn Johansson,
Geek and Flick Philosopher,  always very resourceful

Veramente  particolare, semplice ed emozionante allo stesso tempo.
L'ho trovato sul sito di Maryann Johansson,
Filosofa del mondo Geek e cineblogger,  sempre molto ricco di risorse.

*La natura dei numeri.

 

Postato da: kusanagi a 12:03 | link | commenti (2) |
mondo blog

La dura verita'

Ecco perche' hanno attaccato le Torri Gemelle.
Per farci abboccare.

Parla alla telecamera, lei  non mente mai !
Non dire puttanate, la telecamera mente sempre !
(Redacted, 2007)

The truth is in the eye of the beholder.
La verita' e' negli occhi di chi guarda.
(anonimo)


Postato da: kusanagi a 10:49 | link | commenti (6) |
parole di cinema, leparoledeglialtri

venerdì, 14 marzo 2008
due piccoli film



Escono oggi due film, ognuno con la sua piccola storia.
Il primo e' il film di cui vedete i manifesti originali, di cui non diro' il titolo italiano perche' reputo i miei lettori abbastanza intelligenti da capire di quale film si tratta, e perche' se ne sono occupati gia'  ampiamente quelli del muro , qua.
E' l'ultimo film di un certo signore che risponde al nome di Sidney Lumet,  uno per cui non sentirete mai  pronunciare la parola genio, ma poi scorrendo la sua filmografia si scoprono filmetti come Serpico, Quel pomeriggio di un giorno da cani, Il verdetto, Il principe della citta', e Quinto Potere.
il secondo invece e' Redacted, il controverso film di Brian De Palma, vincitore del Leone d'Argento all'ultima mostra di Venezia, dove qualcuno che c'era l'ha visto e recensito per noi.
Redacted, piu' che della guerra in Iraq,  parla della censura mediatica messa in atto dalla stampa sul conflitto iracheno, e lo fa frammentando l'informazione, tra filmati amatoriali, fotografie e pseudo-documentari, fino a renderla praticamente incomprensibile, e lo fa in maniera violenta e senza compromessi.
Non so se si tratta di un buon film o di un brutto film, ve lo diro' dopo che l'avro' visto.
So solo che non lo vedrete in sala, perche' esce direttamente su  SkyPrimaFila, la pay per view di Sky, ovviamente solo per gli abbonati paganti.
Malgrado l'indignazione di pochi, come quelli di FilmTV, che nel numero ora in edicola dedicano alla notizia un servizio e un'intervista al regista, la notizia sta passando nel piu' assordante e totale silenzio della stampa, sia quella specializzata che no.
Chissa' come mai.

Postato da: kusanagi a 18:15 | link | commenti (4) |
mondo seriale, mondo parallelo

Percezione di massa

La comunicazione di massa e' una scienza.
Ci sono persone che studiano anni, per sapere  come comunicare adeguatamente un messaggio.
Evidentemente gli esperti di comunicazione del PD,  cosi' come quelli  dei loro predecessori di sinistra prima, hanno perso qualche lezione, oppure si sono laureati per corrispondenza.
Perche' NON si puo' ASSOLUTAMENTE rispondere seriamente ad uno che fa una battuta di spirito con un evidente fondo di verita', altrimenti si fa la figura dei fessi, dei bambini che vanno a lamentarsi dalla maestra. L'ho provato sulla mia pelle, parecchie volte.
A meno che non si abbia qualcosa di veramente intelligente da dire, qualcosa che metta in crisi l'avversario, magari usando le sue stesse armi.
Per quello solitamente quando posso uso la Bibbia contro i cattolici, perche' in tal modo non hanno alcun modo di difendersi, se non contraddicendo l'evidenza del loro libro guida, il che li costringe ad ammettere che  e' pieno di contraddizioni, che si puo' solo interpretare, e non prenderlo alla lettera.
Perche' in una discussione funziona un po' come nello judo, devi usare la forza dell'avversario per atterrarlo, non opporgli la tua.
E quando l'avversario ha preparato il campo di battaglia, bisogna spostare il conflitto altrove, qualsiasi stratega con un minimo di esperienza lo sa.
Bisogna attaccare trasversalmente, mai direttamente, e soprattutto non bisogna accettare MAI il suo gioco, in cui lui senz'altro e' bravo, visto che lo usa per primo.
MAI.
In alternativa e' molto meglio tacere, ci si guadagna in immagine.

Ad esempio, nel caso particolare  si poteva ribattere che il matrimonio secondo le persone di fede come lui e' un sacramento, un patto davanti a Dio, e non certo un contratto d'interesse, o un mercimonio per garantirsi dei benefici, e che un'affermazione come la sua trasmette ai giovani, cattolici e non, un messaggio assai fuorviante, e va contro la parola di Dio nonche' contro i dettami della Chiesa Cattolica.
Vediamo, poi, se avrebbe risposto che era uno scherzo, quando c'erano in ballo la Chiesa e il voto dei cattolici, gente  il cui senso dell'umorismo sta a zero, quando gli toccano certi argomenti.
Ed e' un'idea che e' venuta in mente a me, pensandoci stamattina un paio d'ore, e non sono certo un'esperto di comunicazione.

Per citare come al solito il mondo seriale,  per l'occasione mi viene in mente una scena precisa, tratta da uno dei miei film preferiti, ovvero Come eravamo, con Barbra Streisand e Robert Redford.
Nel film la Streisand, studentessa universitaria statunitense, nonche' ebrea e comunista, sta tenendo un comizio sul dilagare del fascismo e del nazismo in Europa, per cercare di sensibilizzare gli studenti del college, nel tentativo di risvegliare le loro coscienze assopite dal benessere, su un problema che ben presto li avrebbe riguardati molto da vicino.
Nel bel mezzo della sua arringa, alle sue spalle arrivano degli studenti che,  goliardicamente, espongono dei cartelli in cui scherzano sulle sue tette.
Quando se ne accorge,lei se ne va arrabbiata,  dandogli per di piu' dei fascisti.
Dopo, quando incontra Redford, studente americano WASP per eccellenza, le dice che ha sbagliato ad arrabbiarsi, che fino a quel momento li' li teneva in pugno, e che avrebbe dovuto riderci su, dimostrare che era disposta a mettersi in gioco, ed accettare una critica scherzosa, che nulla aveva a che vedere con la validita' delle idee da lei sostenute con tanto fervore in precedenza.

La politica, cosi' come la comunicazione, non e' verita', ma percezione, e chi non ha capito questa fondamentale nozione, e' meglio che si ritiri per dar spazio ad altri, piu' preparati  e  piu' capaci.

Postato da: kusanagi a 13:11 | link | commenti (6) |
mondo seriale, mondo parallelo



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