lavitaenientaltro

cronache di un micio seriale

Parola di Micio

Utente: kusanagi
Non c'è impegno urgente che non possa aspettare dopo un bel pisolino

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Altre Tracce di me nella Blogosfera





Membri

Spike´s Corner

La quadratura del gatto

Cibo per Gatti

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Get 

Firefox! BlogItalia.it - La 

directory italiana dei blog
Feed XML offerto da 

BlogItalia.it

Mi casa, su casa

visitato *loading* volte

sabato, 28 febbraio 2009
Il dono



"Amare significa, più di ogni altra cosa,
donare se stessi"

Non prestate ascolto a chi cerca di convincervi che tutti i giorni sono uguali,
perchè non v'è nulla di più falso.
Ogni giorno è speciale a suo modo.
Qualcuno, però,  lo è un po' di più.
Un pomeriggio di undici anni fa, Ashura ed io  ci siamo "visti" per la prima volta.
E da allora non abbiamo più smesso di guardarci.



"Per il mondo intero forse puoi essere solo una persona,
ma per una persona puoi esser un'intero mondo."

Postato da: kusanagi a 08:30 | link | commenti (1) |
dal cuore, due cuori in affitto

venerdì, 27 febbraio 2009
Tutto l'amore che c'e' ...


"Fidelity": Don't Divorce... from Courage Campaign on Vimeo.

I think that it is a good time for those who voted for the ban against gay marriage to sit and reflect and anticipate their great shame and the shame in their grandchildren's eyes if they continue that way of support. We've got to have equal rights for everyone.

Penso sia un buon momento, per coloro che hanno votato per annullare i matrimoni gay, per sedersi a riflettere e cominciare a vergognarsi , anche nei confronti delle generazioni future, nel caso vogliano continuare per questa strada.
Dobbiamo aspirare ad avere uguali diritti  per tutti.

(dal discorso di ringraziamento di Sean Penn dopo aver ricevuto l'oscar per Milk)



George "Sulu" Takei e il suo compagno mostrano orgogliosi
 l'anello di matrimonio alla cerimonia degli Oscar.

Postato da: kusanagi a 09:26 | link | commenti (2) |
dal cuore, momenti di lucidita, mondo parallelo, mondo trek

giovedì, 26 febbraio 2009
Proteggerli da se stessi


The Comedian

-8

Postato da: kusanagi a 17:42 | link | commenti (5) |
visioni future

Howard/Fincher

Ci sono film in cui si puo' dire che l'attore sia al servizio del regista, mentre ce ne sono altri in cui e' il regista al servizio dell'attore/i, nel senso che poco traspare della sua personalita' e del suo modo di fare cinema.
Il curioso caso di Benjamin ButtonFrost/Nixon,  gli unici due "oscar nominee" che  ho visto finora, sono entrambi del secondo tipo, tranne che mentre Ron Howard si trova con due protagonisti e uno stuolo di comprimari tutti all'altezza della situazione, David Fincher si ritrova con un ingranaggio zoppo, almeno quanto lo e' il protagonista della storia per la prima mezz'ora buona di film.

E  purtroppo per lui , Brad Pitt si dimostra una volta di piu' attore capace solo nei ruoli a lui piu' congeniali (basta ricordare Snatch o 12 Monkeys) e solo quando viene imbrigliato da una sceneggiatura di ferro e da un regista che lo manovri come una marionetta, cosa che era riuscita benissimo a Fincher in Se7en ma soprattutto in Fight Club, una delle migliori prove di Brad, ma che qui a mio avviso fallisce in maniera abbastanza clamorosa.

Il problema pero' sta ancora piu'  a monte, perche' se nel film di Howard i due bravi protagonisti, Frank Langella e Michael Sheen, sono serviti dal copione di ferro di Peter Morgan,  tratto da una sua commedia come del resto gia' aveva fatto per The Queen, altrettanto non si puo' certo dire per il copione del film di Fincher, in cui Eric Roth, gia' sceneggiatore di Forrest Gump,  rifa' se stesso ma con molta meno ispirazione,  producendo cosi' un copione che definire ridondante e ripetitivo e' un riassunto.
Senza voler scendere nel particolare, in Benjamin Button ci sono almeno 40-45 minuti di film totalmente inutili, e la riflessione sul tempo, sul caso, sull'attesa e soprattutto sui tempi dell'amore erano stati espressi in maniera piu' incisiva ed efficace ad esempio nel piccolo e sottovalutato film  La casa sul lago del tempo, ma soprattutto in modo meno pomposo e forzatamente "arty", tipico di una pellicola "costruita" per piacere all'Academy.
Non che la pellicola di Fincher sia un fallimento totale, perche' ha certamente momenti riusciti, come ad esempio la storia d'amore "notturna" tra Brad Pitt e Tilda Swinton, sospesa nel tempo e nello spazio, anche e soprattutto grazie all bravura dell'attrice, almeno quanto la storia tra Benjamin e Daisy poggia sulla luminosa e irradiante presenza di una sempre intensa Cate Blanchett, che per buona parte del film puo' usufruire anche di una buona dose di lifting digitale.

Ma anch'essi soffrono comunque del difetto di tutto il copione di Roth, che e' troppo spiegato, ripetuto, e ridondante: valga per tutte la sequenza dell'incidente di Daisy, che definire meccanica e artificiosa e' un pallido eufemismo: e poco importa se la meccanicita' degli eventi e' stata "dichiarata" fin all'inizio del film con la storia nella storia dell'orologiaio che costrui l'orologio che andava indietro nel tempo, con cui lo sceneggiatore vorrebbe darci la chiave di lettura di tutta la vicenda.
Quel che cerca (maldestramente) di fare lo sceneggiatore e' creare una storia di storie, e non a caso tutto parte da un diario, letto e raccontato dalla figlia della protagonista, con uno schema che ricorda da un lato Titanic e dall'altro Big Fish, ma con esiti molto meno riusciti della pellicola di Tim Burton nel rendere un percorso esistenziale "larger than life", magico ed immaginifico al di la' di quella che e' la vita dei cosiddetti "normali".

D'altro canto  invece, Frost/Nixon si puo' senz'altro definire una delle migliori prove di Ron Howard,  che conferma il suo talento di solido artigiano del cinema ( e non e' affatto una critica ...),  che aveva gia' mostrato in Apollo 13 e A Beautiful Mind, finora i due punti piu' alti della sua carriera.
E Howard si conferma come buon direttore di attori, anche se avendo un cast che raccoglie, oltre ai due gia' citati protagonisti,  caratteristi  del calibro di Kevin Bacon (sempre perfetto ad esprimere una profonda emotivita' trattenuta) , Oliver Platt, Matthew McFayden (incredibilmente biondo), Sam Rockwell  e una spontanea e splendida Rebecca Hall , gran parte del lavoro era gia' fatto da se'.
La vicenda umana del confronto/scontro  tra Frost e Nixon, grazie ad una regia che sta addosso ai personaggi e ad una recitazione inaspettamente piu'  fisica che verbale dei due attori, soprattutto per un film in fondo cosi' parlato, riesce nel notevole risultato di coinvolgere lo spettatore  al di la' della storia con la S maiuscola e degli eventi raccontati,  che rimangono per la maggior parte del tempo relegati al riassunto iniziale e ai dossier scritti, e che non sono strettamente necessari alla comprensione del dramma umano che viene messo in scena dai due protagonisti.

E' proprio infatti nella dimensione piu' intimista che il film raggiunge il suo meglio, come nella dimostrazione d'affetto del capo dello staff Kevin Bacon nei confronti di un capo sconfitto e sfiduciato alla ricerca disperata di un riscatto impossibile, o dell'appassionata difesa dell'amico e collega John Birt /Mac Fayden quando spiega agli scettici compagni d'avventura Platt e Rockwell in che misura Frost/Sheen si sia impegnato, anche economicamente,  in un progetto probabilmente piu' grande di lui ma in cui si sta giocando effettivamente il tutto per tutto.

Due a mio avviso i momenti che restano nella memoria, oltre a quello del virtuale colpo del knockout all'ultima "ripresa", quando Frost riesce ad ottenere da Nixon la  confessione dei propri peccati e le tanto agognate scuse al popolo americano: quello della  telefonata notturna, vero pezzo di bravura di Langella, in cui l'anziano presidente si apre ad una confessione inattesa e a cuore aperto "off the record" al giovane intervistatore, e l'onore delle armi finale, tutto anglosassone, con quella visita di Frost e compagna alla villa dell'ex-presidente, che malinconicamente esprime il suo rammarico di esser uno "che non e' mai riuscito a piacere alle persone".

Postato da: kusanagi a 17:04 | link | commenti (7) |
vissuti da me

mercoledì, 25 febbraio 2009
Lo Stato dell'Unione



"He shall,  from time to time
give to the Congress information of the state of the union,
and recommend to their consideration such measures
 as he shall judge necessary and expedient"

Il discorso presidenziale dello Stato Dell'Unione e' un momento particolare della vita politica statunitense, un vero e proprio rito con dei precisi codici ed un rigido formalismo, di stampo tipicamente british,  che i coloni yankee hanno ovviamente ereditato dalla amata/odiata madrepatria inglese.
Infatti e' questa l'unica occasione in cui il Presidente degli Stati Uniti (in gergo POTUS) ha il permesso di accedere al Congresso, un permesso che viene richiesto con una domanda scritta che dall'ufficio del presidente viene recapitata al presidente della Camera, cosi' come scritta e' la risposta che percorre il percorso contrario, da Capitol Hill fino alla White House.

Parte del cerimoniale e' anche la  nomina ad interim e per sorteggio di un membro del governo, tipicamente un ministro, che rimane alla Casa Bianca e che ha il compito teorico di prendere in mano le redini del paese in caso di emergenza o calamita', visto che tutto il governo durante il discorso del Presidente
e' in Campidoglio, vice-presidente compreso.

Durante il suo discorso, come recita una sezione del secondo articolo della costituzione, quello che parla dei diritti e dei doveri della carica che riveste, il Presidente riflette sulla condizione generale del paese e fornisce alcune direttive e consigli sull'anno legislativo che verra', non senza riflettere su quello che e' appena passato

Il fatto che tutto questo lo abbia imparato da un episodio della prima stagione di The West Wing, "He shall from time to time ... ", serie che non lodero' mai abbastanza, la dice lunga sulle potenzialita' del mezzo televisivo e dell'abisso incolmabile che ci separa dalla qualita' della televisione americana, di cui sembriamo copiare solo i reality e i programmi spazzatura.

Ma passando dal mio amato mondo Seriale al Mondo Parallelo, ovvero la Realta' , ieri il presidente neo-eletto Barack Obama  per la prima volta si e' trovato dinnanzi al Congresso, e nel suo primo Stato dell'Unione  ha parlato di speranza, che come fa notare anche Vittorio Zucconi nel suo intervento,  e' un necessario antidoto contro il pessimismo derivato dalla crisi economica che ha colpito banche ed assicurazioni, richiamando cittadini e governanti ognuno alle proprie responsabilita', ed invitando tutti ad una politica di zero sprechi per i soldi della pubblica amministrazione
A tal riguardo ha istituito un sito, recovery.org,  apposta per controllare i risultati dell'American Recovery and Reinvestment Act, il
piano per il rilancio dell'economia da lui appena varato, e soprattutto per vedere dove vanno a finire i soldi dei contribuenti, ora piu' che mai sfiduciati dalle banche e dagli istituti di credito

Signor Presidente,  mi auguro che lo spirito di Jed Bartlett aleggi su di Lei e sappia portarLe consiglio ....

Ecco il testo integrale del discorso, sia in  inglese che spagnolo, direttamente dal sito della Casa Bianca, dove potete trovare anche il video del discorso.

"In a global economy where the most valuable skill you can sell is your knowledge, a good education is no longer just a pathway to opportunity – it is a pre-requisite"

Postato da: kusanagi a 16:22 | link | commenti |
mondo seriale, mondo parallelo, mondo sorkin

la scoperta dell'acqua calda

Non che ci fossero dei dubbi, ma dopo quel che ha fatto alla Cuddy nell'episodio di domenica sera, e' ufficiale:
Dr. House is an asshole, a dick and a moron !!!

Postato da: kusanagi a 10:11 | link | commenti |
mondo seriale, momenti di lucidita

martedì, 24 febbraio 2009
Libro o TV ?

Spegnere il televisore per far leggere un libro
porta il bambino a odiare la lettura
(Gianni Rodari)

Postato da: kusanagi a 12:54 | link | commenti (3) |
parole di carta, leparoledeglialtri

lunedì, 23 febbraio 2009
Gaudio, gioia, giubilo e ...



Kate !!!!!!!!!!!!!!!

Postato da: kusanagi a 10:26 | link | commenti |

domenica, 22 febbraio 2009
Grandi Speranze





Live, at The Oscars

Postato da: kusanagi a 20:28 | link | commenti (2) |
mondo spettacolo

Ruoli

Dottore, mi dica, è maschio o femmina?
Signora, non le sembra un po' presto per attribuire dei ruoli?

(Monty Pithon - Il senso della vita, 1983)

Postato da: kusanagi a 20:14 | link | commenti |
parole di cinema, momenti di lucidita, leparoledeglialtri



Calendario Seriale


Joan Holloway
- Mad Men -

Last Movie
I've Seen

I Viaggi del Micio

Stati Uniti 2008


Baviera 2007
Foto

Londra 2007
One, Two, Three

Irlanda 2006
Cartoline: I, II, III, IV,

San Pietroburgo 2005
Cap I, II, III, IV, V,

Disclaimer

Col presente blog non si intende violare alcun copyright su immagini, testo o musica in esso presenti